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mural.ly basics

Mural.ly basic functionalities.
Funzionalità principali di mural.ly, pinboard interattiva per file sharing e social bookmarking alternativo a Padlet & C.

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July 9, 2013 · 9:25 am

Quattro chiacchiere solitarie su feed, visual e social bookmarking per non-esperti. Focus: Scoop.it o Pinterest? Pro e contro.

Quattro chiacchiere solitarie su feed, visual e social bookmarking per non-esperti. Focus: Scoop.it o Pinterest? Pro e contro.

Premessa: questo post non vuole essere un parere esperto. Costituisce un invito, anzi al confronto, all’integrazione, alla contraddizione come gli altri post che compariranno su questo blog formalmente poco avveduto e come questi esprime posizioni del tutto personali e, probabilmente, provvisorie. La maggior parte dei link sono personalizzati, per maggior utilità.

Non nego di essere un affezionato di Diigo, che uso ‘a tappeto’ per: 1) contrassegnare TUTTO ciò che trovo sulla rete degno di interesse ed avere una chiave (tag e liste) per ritrovarlo in un momento di calma (ma quando?), 2) fare browsing e 3) feed dai gruppi e dagli altri utenti della comunità, cosa che trovo di grandissima utilità (principale, forse, fonte di nuovi apprendimenti). Prossimamente conto di estenderne l’uso alle classi, per le quali ho già scaricato gli account-studente, facendo prima l’upgrade, gratuito, alla versione Educational di diigo.

Sul diretto concorrente Delicious ho attivato per il momento da diigo il servizio di auto-post save to delicious (ciò che contrassegno su diigo in pratica ‘passa’ in automatico anche sul mio account Delicious); magari in futuro trovo nuove prerogative su Delicious (più ricco di conntenuti pù accademici) che mi inducano ad emigrarvi e mi trovo già pronti all’uso i miei bravi bookmark.

Della stessa famiglia, Bit.ly mi tenta parecchio per le possibilità, che trovo semplici e affascinanti a un tempo, di merging dei bookmark con altri account.

Uso parecchio, per me o in classe, Padlet (già wallwisher) per le sue funzionalità di embedding e grafiche su spazi wiki e sito web e la possibilità di usare i bookmark dall’interno del Wall (che funziona come un archivio visuale) di cui si è fatto l’embed. Senza necessità quindi di aprire nuove finestre sul browser che rallentano sempre le operazioni; mi limita un po’, in effetti, per l’uso coi ragazzi, l’impossibilità di scaricare in blocco gli account studente (ogni studente deve essere inserito individualmente per poterlo editare, procedura laboriosa e irta di ostacoli pratici – i.e. Lo studente possiede una mail? È con un provider ‘protetto’ verso l’esterno, tipo Google Apps? La mamma vuole? Conosce o ricorda la password? etc. etc.).

Instapaper, LiveBinder, Listly, Learnist e gli altri, numerosi, strumenti di bookmarking più o meno visuale li uso purtroppo saltuariamente, per mancanza anche di tempo e più per il gusto di sperimentare che per reale necessità.

Tra tutti i webtools del genere, però, mi sono trovato piuttosto ‘naturalmente’ a utilizzare in modo più esteso Pinterest e Scoop.it, dei quali mi trovo spesso quindi, altrettanto naturalmente, a meditare su quali possono essere oggi ( gli aggiornamenti sono ‘all’ordine del giorno’) i rispettivi pro e limiti (di contro non parlerei proprio).

Ognuno dei due strumenti è suddiviso in archivi principali che contengono poi i singoli post, anch’essi di tipo visuale (immagine + link + commento). Archivi e post si chiamano, rispettivamente, Board e Pin su Pinterest e Topic e Scoop su Scoop.it, ricoprono sostanzialmente la stessa funzione ma non hanno esattamente le stesse funzionalità.

Pinterest non pone limite, ritengo, al numero di board attivabili mentre Scoop.it si: se ne possono attivare solo cinque, nella versione free, e questo, per chi desidera usarlo come Tool principale per fare bookmarking, può apparire come un grosso limite; mi pare, tuttavia, faccia parte della ‘filosofia di qualità’ della casa (pochi ma buoni…).

Pinterest vince dunque facilmente per versatilità se guardiamo alla quantità di archivi attivabili e conseguentemente di post che vi si possono riversare dentro. Se andiamo a vedere però le funzionalità offerte sia da archivi (Board/topic) che da post (Pin/Scoop), credo Scoop.it recuperi ampiamente, configurandosi meglio come strumento mirato ad un uso/utente più esperto e tecnologico.

Su Pinterest posso in buona sostanza creare tanti Board quanto sono i miei interessi e inserirvi tutti i Pin/post che trovo utili sui board degli altri o sul web. I Board degli altri che ho deciso di seguire cliccando su follow nutrono il board di atterraggio del mio account (un po’ come su facebook). Quando atterro li scorro e li clicco (Pin it) selezionando il Board personale dove voglio inserirlo e li rimane però, bello e usabile ma piuttosto staticamente. Nel passaggio Pinterest mi segnala chi ha già archiviato quel Pin e dove l’ha archiviato innescando una catena che pare infinita di nuove possibilità di pinning e following (procedura tuttavia molto dispersiva anche se accattivante). Scoopit, pur nei limiti imposti dla numero di Topic attivabili, suggerisce anch’esso le fonti – sources – da cui attingere (Scoop/posti altri o post vari sul web) ma offre la possibilità aggiuntiva di personalizzare queste fonti atuttospiano sia manipolando quele offerte da default sia integrandole con fonti proprie che possono essere altri motori di ricerca, altri blog o siti, feed o anche raccolte di feed in file opml che possono essere importati e, questo è il bello!, usati come fonti per trovare altri post da inserire nell’archivio.

Dei post che man mano si trovano con questo motore di ricerca ‘customizzato’ possiamo fare il nostro Scoop cliccando sull’apposito widget (Scoop.it come già Pin.it) come su Pinterest, ma nella finestra che si apre Scoopit ci segnala anche tutti i feed trovati su quella pagina visitata (sia dunque feed per i post sia per i commenti ai post, o altri feed), che posso copiare (tasto destro copia indirizzo link) per inserire nel mio Aggregatore di feed (tipo Feedly, Rolio, DiggReader, Netvibes o altri) e sopratutto scegliere, selezionando la relativa casella, di usare anche come fonte aggiuntiva arricchendo le possibilità esplorative di contenuti pertinenti al Topic in oggetto. Le fonti su Scoopit nutrono direttamente i singoli Archivi/Topic e possono essere personalizzate, apparentemente almeno, all’infinito.

Queste possibilità di estensione/approfondimento implicano ovviamente uno sforzo di apprendimento dell’uso stesso dello strumento online maggiore in fase iniziale (poco gratificato per il momento, forse, da un Help un po’ troppo essenziale) e qualche difficoltà in più per un utilizzo veloce e disinvolto.

L’embed di Topic e Board è possibile ed efficace, graficamente e operativamente, per l’uno e l’altro. Pinterest spiega da comandi solo l’embed del singolo Pin, mentre come fare l’embed del Board bisogna andarselo a cercare con più pazienza, forse perchè non è tanto incoraggiato. Devo ancora scoprire se/come poter fare l’embed del singolo Scoop di scoopit. Al prossimo post.

Pinterest o Scoop.it… quale dei due scegliere, in conclusione?

Non chiedetelo a me! Io li uso entrambi: di Pinterest ho fatto il versante visual del mio diigo, anzi di più, metto dentro persino i Board con le ricette sui dolci al cioccolato, che conto di implementare per biscotti e spaghetti… Uso Scoopit in aggiunta, per approfondire gli argomenti che mi interessano maggiormente – purtroppo facendone una obbligata, preliminare, selezione – e far pratica su feed e opml, che diventa preziosa oltre che per le mie abilità di navigazione in Rete anche da girare ai miei studenti, per costruirne, integrarne o qualificarne almeno, in senso didattico, la competenza digitale.

Potrebbero interessare: cos’è scoopit Per fare l’embedding di un board di pinterest nel sito web http://limfabweb.weebly.com/social-bookmarking.html mydiigobookmarksforsocialbookmarkingfeed

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Filed under education, feed, ita, social bookmarking

Vademecum del docente digitale. Prima puntata.

Competenze digitali: vademecum del docente (e dello studente) digitale.

Guida semiseria, al corredo minimo da avere sul pc, per conoscerlo e coccolarlo e per saperlo usare, in modo tecno-produttivo, per apprendere e insegnare… Prima puntata…

 Per tipologia il software che usiamo per le nostre attività può essere suddiviso – in soldoni – in software residente (da scaricare e avere sul pc) e software online (cosiddetti web tools-strumenti web). Per l’uno e per l’altro è ormai costume semi-universale avere sia la versione gratuita (free/freeware o opensource) oppure a pagamento, come il software che si acquista con la lim o come le versioni a pagamento (pro) dei vari strumenti web.

Ecco un elenco – premetto solo indicativo, per nulla esaustivo e basato unicamente su esperienza e giudizio del tutto soggettivi – del software che a mia modesta opinione costituisce il corredo ormai minimo per ogni docente (o studente) che voglia integrare le tecnologie nella propria attività didattica.

Legenda: indico sotto con tipologia il tipo di software/programma; con Cosa fanno? Le principali funzionalità dei programmi e con Quali sono? i programmi tipo che uso e suggerisco (ma andranno benissimo anche altri analoghi) sulla base dellla mia personale esperienza.

1 tipologia: software di manutenzione del pc.

Cosa fanno?

Tanto il browser quanto ll software della lim, specie se non si usa un pc di ultima generazione, o altri software e strumenti online ‘mangiano’ tutti tanta ram e spazio nel disco rigido e nella memoria ‘cache’ utilizzata per navigare. Tenere il computer sempre nelle migliori condizioni diventa perciò essenziale.

Senza avere alcuna competenza tecnica, che sarebbe comunque un minimo richiesta, per usare le funzionalità di windows (dove c’è già tutto), basta scaricare e utilizzare a giro le varie funzioni di uno tra i tanti programmi gratuiti disponibili per pulizia del registro, ottimizzazione della ram, deframmentazione, eliminazione dei file temporanei di internet, riparazione dei collegamenti e degli errori di registro, ripristino del sistema (come penultima spiaggia, se il pc continua ad piantarsi o rallentare dopo tutto quanto sopra e prima di portarlo dal tecnico per l’odiata spesa). Altra utilità molto…utile, presente in genere in questi programmi-pulitori, è il controllo autonomo dell’elenco di programmi che si attivano in automatico ad ogni avvio di windows, quelli responsabili degli odiosi minuti prima che si possa iniziare a operare senza causare un blocco del pc e le cui icone in genere (se questa funzione di windows è attivata) si ritrovano sulla barra strumenti di windows, insieme all’icona dell’antivirus. Anche questi programmi di avvio, scaricati spesso ad ogni nuova istallazione senza che ce ne accorgiamo, rallentano non poco sia l’avvio che l’utilizzo, dopo, del sistema operativo, non sono affatto tutti indispensabili (anzi, spesso è quasi del tutto inutile averli sempre attivi) e possono essere attivati/disattivati manualmente sia tramite windows sia tramite il software di cui sopra.

Quali sono? Tra i fari software pulitori gratuiti io ne utilizzo attualmente uno, CcCleaner, assai diffuso e che reputo molto semplice come interfaccia utente. Sui siti per software gratuiti se ne trovano molti altri anche con utili recensioni e rating da parte degli utenti.

Alternative, risorse e tutorial.

2 Tipologia: strumenti online per bookmarking

Cosa fanno? contrassegnare, archiviare, condividere le risorse

Le risorse sulla rete sono sterminate. Filtrarle, contrassegnarle ed archiviarle in modo efficace è un’attività onerosa ma di vitale importanza e la scelta dello strumento online da usare è estremamente difficile. Nella competizione ne sono nati tanti, tutti di ottimo livello e con funzioni, per numero e qualità, ormai molto simili; incluso la funzione, tra le più gettonate, della visualizzazione in formato magazine ( un po’ tipo il timeline di facebook) con testo + immagine/video che, a chi non ama gli elenchi nudi-e-crudi tipo formula matematica, risulta sicuramente più gradevole, facile da usare e più produttiva, chiamando in causa anche la nostra intelligenza visuale.

Anche qui la scelta può essere molto soggettiva, così io indico la mia scelta attuale (periodicamente soggetta a piccole modifiche), almeno i programmi essenziali.

Quali sono?

Uso diigo per contrassegnare tutto ciò che trovo di interessante ed archiviarlo in modo funzionale al successivo recupero inserendo ad ogni bookmark  uno o più tag. Inserisco anche delle liste per argomenti di particolare interesse. Diigo è anche una comunità aperta agli altri taggatori individuali o riuniti in gruppi, che a loro volta, come me, possono recuperare (usando questi benedetti tag, liste e gruppi) i contenuti contrassegnati e studiarli, condividerli, riordinarli … farci insomma ciò che pare e piace.

Se usiamo Mozilla Firefox, quello forse più compiutamente integrabile a diigo, il software online scarica, dietro nostra richesta, una barra dei comandi apposita sotto la barra strumenti del browser, con le sue icone per contrassegnare, evidenziare testo, annotare sulle pagine visitate, ‘catturare‘ parti di pagine o pagine intere, catturare e salvare immagini (anche l’url dell’immagine)  condividere via social network, blog, twitter o altri luoghi, salvando sempre il tutto insieme al  segnalibro creato.

Se usiamo Google Chrome, invece della barra comandi diigo, ci ritroviamo direttamente un plug-in sulla barra del browser e/o un gadgetdiigolet – più discreto ma altrettanto funzionale e disponibile per tutti gli altri browser non Chrome o Firefox.

Chi, a liste ed elenchi di link, preferisce come bookmark piuttosto un elemento grafico o comunque, come il sottoscritto, trova utile integrare il primo con il secondo, prediligerà il bookmarking di tipo più visuale. Io che noncivedotantobene come altri, integro volentieri la libreria tipo database, un po’ scarna, di diigo con le lavagnate a tutto schermo di Pinterest e Scoop.it. Ritrovo e individuo a colpo d’occhio, senza necessariamente andarmi a leggere il link, di cosa si tratta, se mi può interessare e il tam-tam del social sharing – chi ha condiviso cosa e dove – è, a mio modesto avviso, enormemente più evoluto ed efficace (forse troppo, al punto da stordirti in catene di bookmarking e conseguenti ricerche a crescita reticolare esponenziale…Help!!).

alternative, risosrse e tutorial per social bookmarking

3 tipologia: aggregatorifeed reader.

Cosa fanno?

Sono l’altro strumento altrettanto essenziale (ma a ben vedere, vedi sotto, si tratta ormai di 2 facce dello stesso strumento) per tracciare ma, in più, abbonarsi agli aggiornamenti e ai nuovi inserimenti dai siti web, blog, canali youtube ecc. visitati e di nostro, diciamo così, interesse permanente.

Deceduto Google Reader, che la faceva da padrone, in tanti hanno sgomitato per contendersi l’osso/utenza ed oggi abbiamo come risultato, anche qui, una serie di strumenti, sia in versione online sia come software residente (da scaricare cioè sul pc e poter consultare poi comodamente offline) di qualità e varietà di funzioni approssimativamente equivalente (insomma qualunque decidiate alla fine di scegliere ed usare, il risultato, se non il gradimento, non potrà variare poi di tanto).

Quali sono?

Qui non saprei davvero cosa consigliare perché, un po’ ciascuno, li uso quasi tutti con volubile affetto: mi piace, ad esempio, avere una pagina pubblica dei feed accessibile da chiunque semplicemente cliccando su un link e questo è offerto da Netvibes con potenzialità tecniche accessorie di tutto rispetto; né netvibes né il progenitore Bloglines danno però la possibiltà di avere la pagina pubblica (condivisibile da chiunque conosca il link) visualizzabile nel formato anche magazine che va per la maggiore (possibile gratuitamente solo per le pagine private, non per quella pubblica).

Feedly, Rolio e DiggReader hanno funzioni simili, un po’ semplificate forse rispetto a netvibes (credo ancora per poco) ma sono liberamente e facilmente accessibili come pagine pubbliche, se lo si desidera, anche nel formato tipo magazine che in effetti è di più facile (e quindi efficiente?) lettura.

C’è anche da dire, a proposito di globalizzazione, che come, da un lato, gli Aggregatori danno sempre più la possibilità di taggare e richiamare le risorse immesse e darne anche una visualizzazione grafica, superando la  scarna tipologia da codice/link/feed, rubando quindi in certo senso funzionalità già peculiari dei webtool da bookmarking (diigo & C.), anche questi ultimi, quasi a restituire il favore, hanno ormai tutti o quasi inserito funzionalità avanzate da Aggregatore/feed-reader, nel menù di opzioni utilizzabili dal loro interno. Il confine tra le due tipologie di strumenti si va dunque sempre più assottigliando, così… Magari riusciremo presto a fare a meno di uno dei due? (Forse di webtool ne abbiamo davvero troppi? Passiamo più tempo, forse, a studiarli che a usarli…?).

alternative e risorse rss feed

4 Tipologia: screen capture: cattura-schermo

Cosa fanno? Fotografano lo schermo o parte dello schermo e archiviano l’immagine ricavata sul computer, per futuro utilizzo, ritocco etc.

Quali sono?

Ho da poco scoperto che lo strumento di cattura (erede, credo, del veccho PrintScreen da tastiera del dos) lo offre già gratis il nostro windows7, tra gli Accessori: è lo strumento cattura-schermo, che in effetti fa già da solo l’essenziale e cioé catturare e salvare, il resto è in più.

Lo avessi conosciuto prima avrei potuto evitare di scaricare Jing, che tra gli strumenti online di cattura-schermo pare essere il più diffuso e funzionale. Non avrei avuto sempre in mezzo ai piedi (pardon …a lato dello schermo), quel sole rompib.. coi braccini che si aprono ogni volta che ci vado su col mouse, per catturare una slide per esempio – durante un corso online o un webinar – o un’immagine che non è possibile scaricare, una scansione, un pdf ma anche un videotutorial di youtube (che rientri però nel tempo limite di 5 minuti) e registra persino ciò faccio sullo schermo e ciò dico al microfono del pc (sempre con lo stesso limite di tempo) magari per farne io un tutorial da condividere con colleghi e studenti e/o caricare a mia volta su youtube. In effetti ne vale veramente la pena di avere sto’ sole di Jing sempre lì davanti. Non solo perché il software, gratuito e freeware, si scarica in pochi minuti sul pc (come i suoi concorrenti) o perché registra non solo immagini ma anche video, pur nei limiti di 5 min. della versione gratuita, ma anche perchè lo screencapturing, quando il tempo è così tiranno da non darmi la possibilità di aprire diigo o peggio ancora pinterest o altro … quel piccolo sole sempre lì disponibile diventa provvidenziale per contrassegnare ciò che vedo in pochi click (3 per l’esattezza e mentre continuo a seguire il resto su schermo, perchè le videate che il software apre sono di dimensione più che discreta). Se accedo al portafogli, alla versione pro ed ai programmi collegati (Camtasia &c.) c’è molto altro ancora da poter fare, but this is another story…

Alternative, risorse e tutorial

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Filed under digital skills, education

opml files per scoop-it

Arrivato da poco su Scoop.it, fantastico strumento di social bookmarking visuale, mi ha affascinato la possibilità di inserire, tra le fonti già pronte da default per la ricerca/selezione di contenuti interessanti da parte del programma (sulla base dei tag forniti dall’utente), anche delle fonti personali come blog, feed o anche file opml (che se usati per aggregare feed dai blog seguiti equivalgono a creare il bundle anglosassone già tra le utilities del defunto Google Reader e ghiottoneria per i blogger affamati di risorse).

Alla procedura si accede, in modo non proprio immediato, (ci ho girato attorno per giorni…!) selezionando il Topic prescelto e cliccando poi sul bottone Curate, sotto l’icona del Topic, appunto per curarlo nel senso inglese del termine.

A questo punto si apre sulla destra la finestra delle fonti ed è lì che dobbiamo cliccare sul dannato tasto Sources, riceercato per mare e terra.  Clicchiamo quindi su Advanced ed ecco lì l’elenco di tutte le fonti possibili da far utilizzare al nostro Scoop.it per preparare il menù di contenuti segnalati dai nostri tag, setacciando sul web le fonti da lui e da noi, adesso, selezionate.  In basso, proprio giù giù nella lista, manco a dirlo, ecco l’opzione opml file.  Cliccandoci veniamo indirizzati all’albero di windows del nostro pc dove andremo a cercare ed aprire il nostro file opml che vorremo usare tra le fonti di ricerca.

Dopo una giornata di tentativi inutili (‘file non valido’, ripeteva imperterrito il messaggio di errore), oggi il tentativo è andato magicamente in porto!  Tra le fonti di ricerca del mio Topic adesso c’è anche l’elenco sterminato dei blog del mio feedreader (anche lui andato – anzi mandato – in pensione per stordimento dai numeri di itis13 insieme ai miei).

Non so se e a cosa e quanto tutto ciò mi servirà veramente ma intanto…Fantastico!  A seguire link per tutorial  Scoop.it sulla procedura in questione e un video casalingo, fatto con jing, per illustrarla meglio (l’audio di background è mio figlio Francesco che guarda Raigulp…ops…).  http://blog.scoop.it/2013/07/01/the-day-google-reader-died/

import_opml_filemanage_sources_

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tagging taxonomy

tags, lists, groups and categories: do we need them all??  Comments are welcome.

tag. liste. gruppi e categorie… ma c’è proprio bisogno di usarli tutti?  I commenti sono i benvenuti.

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